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Leopardi, l'infinito e noi

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Il sentimento della nullità di tutte le cose, la insufficienza di tutti i piaceri a riempierci l’animo, e la tendenza nostra verso un infinito che non comprendiamo, forse proviene da una cagione semplicissima, e più materiale che spirituale. L’anima umana (e così tutti gli esseri viventi) desidera sempre essenzialmente, e mira unicamente, benché sotto mille aspetti, al piacere, ossia alla felicità, che considerandola bene, è tutt’uno col piacere. Questo desiderio e questa tendenza non ha limiti, perch’è ingenita o congenita coll’esistenza, e perciò non può aver fine in questo o quel piacere che non può essere infinito, ma solamente termina colla vita. E non ha limiti 1 né per durata né per estensione. (G. Leopardi, Zibaldone, 165-172) La poesia “L’infinito” è stata scritta da Giacomo Leopardi più di duecento anni fa, nel 1819. Il poeta descrive il colle solitario, nei pressi di Recanati, che era in grado di suscitare in lui profonde emozioni. Il colle gli impediva la vista di ciò che s...

Qui Africa:si continua a morire

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Le guerre dimenticate QUI AFRICA: SI CONTINUA A MORIRE Camerun, Burundi, Burkina Faso, Repubblica centrale africana, Repubblica democratica del Congo… Onu: 22 persone, tra cui 14 bambini, massacrati in un villaggio del Camerun (18 febbraio 2020); Camerun: arrivano le elezioni ma nel paese dilaga la violenza (11 febbraio 2020), Camerun: due morti in un attacco di Boko Haram nell’estremo nord (4 febbraio 2020). La crisi in Camerun è iniziata nel 2016, prima con proteste pacifiche, poi esplodendo in un vero conflitto tra gruppi armati governativi e ribelli. Si contano più di 450 mila persone sfollate fra cui 800 mila bambini , che n on hanno la possibilità di andare a scuola . Centinaia di villaggi sono stati bruciati, decine di migliaia di persone si nascondono nella boscaglia senza aiuti umanitari e nuovi attacchi sono in atto ogni giorno.   L’ origine della crisi è una divisione linguistica: la minoranza anglofona del nord ovest del Camerun aspira a una maggiore autonomia, si sent...

Recensione Viaggio a Kabul

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Viaggio a Kabul è un romanzo per ragazzi  pubblicato da La Spiga nel 2015 e adattato da LeggerMENTE a testo scolastico. È stato scritto da Elisabetta Colonnesi e Serena Galligani, giornaliste e scrittrici di romanzi per ragazzi, che hanno preso spunto dal film Viaggio a Kandahar e dai romanzi “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini e “Essere amiche a Kabul”, di Deborah Rodríguez. Un evento drammatico dell’Afghanistan del periodo talebano fa incontrare tre ragazzi diversissimi per storia, cultura ed educazione. L’afghano Khaled viene invitato dal padre a partire dal suo povero villaggio per Kabul in cerca di una vita migliore; Michele, italiano figlio di un diplomatico, deve raggiungere il padre per le vacanze estive; Jamila, ragazzina bella e ribelle alle regole della Shar’ia, cerca in ogni modo di far cambiare la propria vita. Una presenza rapida ma essenziale è Zamar, un giovane talebano capace di rivedere le sue idee nel nome dell’amicizia e dell’amore. Un altro personagg...

Libia: terra martoriata dalla continua guerra civile

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Guerra civile in Libia, cosa sta succedendo? LIBIA: TERRA MARTORIATA DALLA CONTINUA GUERRA CIVILE Sarraj e Haftar, origini conflitto, schieramenti e posizione dell’Europa e dell’Italia   In Libia non c’è pace. Dal mese di aprile il conflitto si è riacceso. Ma qual è la situazione? Cerchiamo di fare chiarezza ricordando anche un po’ di fatti storici. La Libia fino alla seconda guerra mondiale è stata una colonia dell’Italia, poi è passata sotto il controllo di Regno Unito e Francia, fino alla sua indipendenza nel 1952. Nacque così il regno di Libia, che però fu abbattuto con un colpo di stato dal colonnello Gheddafi, che ben presto instaurò una vera dittatura. Nel 2011, nell’ambito delle cosiddette “primavere arabe,” che portarono ribellioni civili in molti paesi dell’Africa mediterranea e del Medio Oriente, ci fu la caduta e la morte di Gheddafi. Nel 2012 ci furono le elezioni, che però non portarono affatto alla pacificazione, bensì ad una serie di disordini e ad un susseguirsi di...

Lo smartphone, il coltan e il Congo

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Lo smartphone, il Congo e il coltan Sapete cos’ è il coltan? La parola è formata dalle iniziali di colombite e tantalite ed appare come una specie di fango di colore nero, ma è un minerale indispensabile per costruire smartphone, cellulari, tablet e pc. E’ usato anche per costruire apparecchiature chimiche, reattori nucleari, porzioni di aerei e di missili. E sapete da dove proviene l’80% del coltan? Dalla poverissima Repubblica democratica del Congo, che ha uno dei Pil più bassi del mondo. Nelle miniere del Congo scavano ogni giorno 3 metri di tunnel sotterranei e c’è il rischio che i lavoratori non tornino più a casa la sera; infatti è molto pericoloso e ogni giorno succedono incidenti mortali, specie nei tunnel.  Nonostante sia proibito vi lavorano sia gli adulti sia i bambini, anche da 2 anni in poi. Alcune persone alla fine della giornata rimangono a dormire nelle miniere perché non riescono a dare forza ai muscoli per tornare a casa e poi rifare lo stesso tragitto il giorno ...

Maria Concetta Cacciola monologo immaginario

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Oggi pubblichiamo il monologo immaginario di Maria Concetta Cacciola scritto da Roberta Prologo – Maria Concetta Cacciola, di Rosarno, è nata in una famiglia legata ai Bellocco e alla malavita della Piana di Gioia Tauro. Dopo il matrimonio, col quale sperava di uscire da quella spirale di violenza e sopraffazioni, le cose per lei peggiorano, perché suo marito presto finirà in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso. Così Maria Concetta, stanca, decide di andare dai carabinieri e raccontare tutto. Viene così messa sotto un programma di protezione, ma non può portare con sé i figli A fine maggio 2011 iniziò quello che doveva essere il mio riscatto, che aspettavo da quando mi ero sposata, con l’idea di avere più libertà con Salvatore.                                         ...

Libero Grassi monologo immaginario

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Oggi pubblichiamo il monologo immaginario di Libero Grassi scritto da Natale. LIBERO GRASSI Prologo – Libero Grassi era un imprenditore palermitano. Possedeva un’azienda di biancheria intima, la Sigma. La mafia, come succedeva innumerevoli volte, gli chiese il pizzo per avere in cambio “protezione”. Lui trovò il coraggio, notevole in quegli anni, di rifiutare. Non solo, scrisse una lettera pubblica agli estortori sul Giornale di Sicilia Palermo, 10 gennaio 1991 « Caro estortore, volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no ...