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Visualizzazione dei post da febbraio, 2020

Leopardi, l'infinito e noi

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Il sentimento della nullità di tutte le cose, la insufficienza di tutti i piaceri a riempierci l’animo, e la tendenza nostra verso un infinito che non comprendiamo, forse proviene da una cagione semplicissima, e più materiale che spirituale. L’anima umana (e così tutti gli esseri viventi) desidera sempre essenzialmente, e mira unicamente, benché sotto mille aspetti, al piacere, ossia alla felicità, che considerandola bene, è tutt’uno col piacere. Questo desiderio e questa tendenza non ha limiti, perch’è ingenita o congenita coll’esistenza, e perciò non può aver fine in questo o quel piacere che non può essere infinito, ma solamente termina colla vita. E non ha limiti 1 né per durata né per estensione. (G. Leopardi, Zibaldone, 165-172) La poesia “L’infinito” è stata scritta da Giacomo Leopardi più di duecento anni fa, nel 1819. Il poeta descrive il colle solitario, nei pressi di Recanati, che era in grado di suscitare in lui profonde emozioni. Il colle gli impediva la vista di ciò che s

Qui Africa:si continua a morire

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Le guerre dimenticate QUI AFRICA: SI CONTINUA A MORIRE Camerun, Burundi, Burkina Faso, Repubblica centrale africana, Repubblica democratica del Congo… Onu: 22 persone, tra cui 14 bambini, massacrati in un villaggio del Camerun (18 febbraio 2020); Camerun: arrivano le elezioni ma nel paese dilaga la violenza (11 febbraio 2020), Camerun: due morti in un attacco di Boko Haram nell’estremo nord (4 febbraio 2020). La crisi in Camerun è iniziata nel 2016, prima con proteste pacifiche, poi esplodendo in un vero conflitto tra gruppi armati governativi e ribelli. Si contano più di 450 mila persone sfollate fra cui 800 mila bambini , che n on hanno la possibilità di andare a scuola . Centinaia di villaggi sono stati bruciati, decine di migliaia di persone si nascondono nella boscaglia senza aiuti umanitari e nuovi attacchi sono in atto ogni giorno.   L’ origine della crisi è una divisione linguistica: la minoranza anglofona del nord ovest del Camerun aspira a una maggiore autonomia, si sente em

Recensione Viaggio a Kabul

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Viaggio a Kabul è un romanzo per ragazzi  pubblicato da La Spiga nel 2015 e adattato da LeggerMENTE a testo scolastico. È stato scritto da Elisabetta Colonnesi e Serena Galligani, giornaliste e scrittrici di romanzi per ragazzi, che hanno preso spunto dal film Viaggio a Kandahar e dai romanzi “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini e “Essere amiche a Kabul”, di Deborah Rodríguez. Un evento drammatico dell’Afghanistan del periodo talebano fa incontrare tre ragazzi diversissimi per storia, cultura ed educazione. L’afghano Khaled viene invitato dal padre a partire dal suo povero villaggio per Kabul in cerca di una vita migliore; Michele, italiano figlio di un diplomatico, deve raggiungere il padre per le vacanze estive; Jamila, ragazzina bella e ribelle alle regole della Shar’ia, cerca in ogni modo di far cambiare la propria vita. Una presenza rapida ma essenziale è Zamar, un giovane talebano capace di rivedere le sue idee nel nome dell’amicizia e dell’amore. Un altro personaggio n

Libia: terra martoriata dalla continua guerra civile

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Guerra civile in Libia, cosa sta succedendo? LIBIA: TERRA MARTORIATA DALLA CONTINUA GUERRA CIVILE Sarraj e Haftar, origini conflitto, schieramenti e posizione dell’Europa e dell’Italia   In Libia non c’è pace. Dal mese di aprile il conflitto si è riacceso. Ma qual è la situazione? Cerchiamo di fare chiarezza ricordando anche un po’ di fatti storici. La Libia fino alla seconda guerra mondiale è stata una colonia dell’Italia, poi è passata sotto il controllo di Regno Unito e Francia, fino alla sua indipendenza nel 1952. Nacque così il regno di Libia, che però fu abbattuto con un colpo di stato dal colonnello Gheddafi, che ben presto instaurò una vera dittatura. Nel 2011, nell’ambito delle cosiddette “primavere arabe,” che portarono ribellioni civili in molti paesi dell’Africa mediterranea e del Medio Oriente, ci fu la caduta e la morte di Gheddafi. Nel 2012 ci furono le elezioni, che però non portarono affatto alla pacificazione, bensì ad una serie di disordini e ad un susseguirsi di ten

Lo smartphone, il coltan e il Congo

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Lo smartphone, il Congo e il coltan Sapete cos’ è il coltan? La parola è formata dalle iniziali di colombite e tantalite ed appare come una specie di fango di colore nero, ma è un minerale indispensabile per costruire smartphone, cellulari, tablet e pc. E’ usato anche per costruire apparecchiature chimiche, reattori nucleari, porzioni di aerei e di missili. E sapete da dove proviene l’80% del coltan? Dalla poverissima Repubblica democratica del Congo, che ha uno dei Pil più bassi del mondo. Nelle miniere del Congo scavano ogni giorno 3 metri di tunnel sotterranei e c’è il rischio che i lavoratori non tornino più a casa la sera; infatti è molto pericoloso e ogni giorno succedono incidenti mortali, specie nei tunnel.  Nonostante sia proibito vi lavorano sia gli adulti sia i bambini, anche da 2 anni in poi. Alcune persone alla fine della giornata rimangono a dormire nelle miniere perché non riescono a dare forza ai muscoli per tornare a casa e poi rifare lo stesso tragitto il giorno dopo

Maria Concetta Cacciola monologo immaginario

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Oggi pubblichiamo il monologo immaginario di Maria Concetta Cacciola scritto da Roberta Prologo – Maria Concetta Cacciola, di Rosarno, è nata in una famiglia legata ai Bellocco e alla malavita della Piana di Gioia Tauro. Dopo il matrimonio, col quale sperava di uscire da quella spirale di violenza e sopraffazioni, le cose per lei peggiorano, perché suo marito presto finirà in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso. Così Maria Concetta, stanca, decide di andare dai carabinieri e raccontare tutto. Viene così messa sotto un programma di protezione, ma non può portare con sé i figli A fine maggio 2011 iniziò quello che doveva essere il mio riscatto, che aspettavo da quando mi ero sposata, con l’idea di avere più libertà con Salvatore.                                                                                          Prima di partire una sola cosa però feci, scrissi una lettera. Poche ne avevo scritte in vita mia, ma quella era la più importante. La lettera era per mi

Libero Grassi monologo immaginario

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Oggi pubblichiamo il monologo immaginario di Libero Grassi scritto da Natale. LIBERO GRASSI Prologo – Libero Grassi era un imprenditore palermitano. Possedeva un’azienda di biancheria intima, la Sigma. La mafia, come succedeva innumerevoli volte, gli chiese il pizzo per avere in cambio “protezione”. Lui trovò il coraggio, notevole in quegli anni, di rifiutare. Non solo, scrisse una lettera pubblica agli estortori sul Giornale di Sicilia Palermo, 10 gennaio 1991 « Caro estortore, volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no

Peppino Impastato monologo immaginario

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Oggi pubblichiamo il monologo immaginario di Peppino Impastato scritto da Simone. Prologo – Peppino Impastato, nato a Cinisi nel 1948, abitava ad appena cento passi dalla casa del boss Tano Badalamenti, con cui molti membri della sua famiglia erano in rapporti più che stretti. Suo zio era il boss Cesare Manzella. Ma Peppino, crescendo, capisce che la mafia gli sta stretta, e inizia ad impegnarsi in vari modi per contrastarla. Ciò lo porta inevitabilmente ad entrare in contrato con la famiglia, specialmente con il padre, ed è costretto ad andare via di casa. A volte penso e ripenso che i figli vogliono essere come il padre, io invece mi sono sempre rifiutato di essere come lui e vivere come lui. Fin da ragazzo avevo ben chiare le mie idee, il mio “no” verso quel sistema malato che apparteneva a mio padre e non a me. Sarebbe stato più semplice seguire la scia della mia famiglia, sarei rimasto sotto la protezione della mafia, sarei stato tranquillo. Ma non avevo dubbi.   Ho rotto con mio

Serafina Battaglia monologo immaginario

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Oggi pubblichiamo il monologo di Serafina Battaglia scritto da Aurora. Prologo : Serafina Battaglia è la prima donna che, nel 1962, trova il coraggio di andare a testimoniare in tribunale durante il processo per l’omicidio del figlio, contro tre malavitosi del suo paese, Godrano, in provincia di Palermo. Palermo, Gennaio 1962- Domani c’è il processo, e io ci vado. Ci vado, sì, e racconto tutto! Io non ho paura, non ho più nulla da perdere. Mi hanno tolto la cosa che avevo più cara al mondo! Mio figlio…il mio caro Totuccio. Lui ormai era tutto per me. Quei due delinquenti, Filippo e Vincenzo Rimi, si meritavano la morte! Hanno fatto uccidere mio marito Stefano! E io avrei voluto ucciderli con le mie stesse mani…ma le cose sono andate male. E ora li aggiusto io! Sì, non avrò nessuna titubanza! Non me ne importa nulla della gente. I miei parenti mi hanno lasciato sola, tutti hanno paura…ma paura di che? Questi mafiosi fanno schifo, fa schifo la mafia! La coppola in testa! Ma che se ne d

Pino Puglisi monologo immaginario

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Oggi pubblichiamo il monologo immaginario di Don Pino Puglisi scritto da Emanuele. Prologo – Don Pino Puglisi è stato parroco nel quartiere Brancaccio di Palermo, quartiere segnato dal degrado, dalla mafia e dall’emarginazione. Come parroco si impegnò per cercare di togliere dalla strada giovani che erano facile preda della criminalità organizzata, avvicinandoli alla Chiesa e ai buoni insegnamenti e aiutandoli a costruirsi un futuro lontano dalla mafia. Ma le sue parole e le sue azioni non piacquero ai boss, che più volte lo minacciarono di morte e lo picchiarono per avvertirlo, come in quell’estate del ‘93 Palermo, luglio 1993 - Ogni giorno della mia vita, specie in momenti come questo, mi faccio tante domande, su cosa devo fare, come devo reagire davanti alle situazioni difficili, come posso aiutare gli altri e come trovare la forza per sopportare i dolori e le delusioni.   Alcune risposte mi arrivano dall’esperienza, ma le risposte che sono servite a costruire l’uomo e il sacerdote

Teresa Cordopatri monologo immaginario

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Alla fine di un percorso dedicato alla legalità, ognuno di noi tramite letture e ricerche personali, ha approfondito un personaggio (uomini delle istituzioni o semplici cittadini) che ha fatto qualcosa per fermare la mafia. Poi abbiamo scritto un monologo immaginario di questo personaggio. Ve ne proporremo alcuni. Oggi vi proponiamo il monologo immaginario della baronessa Teresa Cordopatri scritto da Ilaria.     PROLOGO - La storia della baronessa Teresa Cordopatri ha inizio il 10 luglio 1991, quando, davanti al portone del palazzo Cordopatri, viene ucciso il fratello, il barone Antonio Cordopatri . Reggio Calabria, agosto 1991- Ho ancora davanti agli occhi la scena che ho vissuto nel vedere mio fratello ucciso, in una pozza di sangue. Ero impietrita. Non poteva essere successo davvero. Quando mi sono resa conto che era la triste realtà, mi sono guardata intorno e ho visto con i miei occhi chi aveva commesso quell'atroce gesto. I nostri sguardi si sono incrociati, lui teneva ancora

Nicola Gratteri monologo immaginario

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Alla fine di un percorso dedicato alla legalità, ognuno di noi, tramite letture e ricerche personali ha approfondito un personaggio (uomini delle istituzioni o semplici cittadini) che hanno fatto qualcosa per fermare la mafia. Poi abbiamo scritto un monologo immaginario di questo personaggio. Ve ne proporremo alcuni. Oggi vi proponiamo quello del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri scritto da Pietro. Gennaio 2020 - La lettura di alcuni articoli dei quotidiani negli ultimi giorni mette i brividi. “Armi da guerra per eliminare il procuratore…”; “Rafforzata la scorta…”; “Altre minacce di morte…”; “Allarme attentato…”; “Massima protezione…”, ecc.…. Mette i brividi ai calabresi e agli italiani onesti che hanno fiducia nel mio operato e che nutrono la speranza che le cose possano cambiare, a tutti quelli che in questi ultimi anni hanno collaborato alle mie indagini, a quanti mi hanno dato e mi danno ogni giorno sostegno per andare avanti.   E a me? Mettono i brividi anc